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giovedì 26 gennaio 2012

Parlando di... Karl

Oggi vi parlo di Karl.
Lui è il primo personaggio delle sindrome, è a lui che ho pensato per primo.
Lidia è arrivata dopo, per completarlo, come una novella Eva.
Karl è cresciuto in ombra, sotto la protezione soffocante di chi lo ama e anela la libertà.
Credo che gli lascerò raccontare qualche particolare della sua storia:



"Un rabbia simile a impotenza lo agitava, ormai quella sensazione era parte di lui.
Da quando aveva iniziato a lavorare a tempo pieno con suo fratello aveva sempre i nervi a fior di pelle, gli mancava la tranquillità del suo studio, l’eccitante frenesia di portare a termine un’opera. Sapeva benissimo di essere un artista mediocre ed era fortunato, seguire il famoso fratello gli avrebbe permesso di avere i contatti giusti, farsi conoscere almeno come critico.
Matthias aveva fatto di lui il suo addetto stampa. Karl non amava le relazioni pubbliche e anche quella giornata pareva doversi concludere con estenuanti sorrisi e penose strette di mano."

Karl è l'uomo che per primo sarà vittima della sindrome.


Il modello della foto è Jack Mackenroth, in effetti forse è più bello di come mi immagino Karl, ma gustarsi gli occhi non è mai male, giusto?

Buona giornata!



martedì 3 gennaio 2012

L'importanza di Rubens



Venere al bagno, 1612-15 circa, Vaduz, Fürstlich Lichtensteinische Gemäldegalerie




Pieter Paul Rubens (Siegen 28 giugno 1577 - Anversa 30 maggio 1640) è stato un pittore fiammingo.

Oltre che grandissimo pittore, Rubens fu tra i migliori disegnatori dell'epoca. La produzione va da rapidi schizzi a disegni perfettamente rifiniti. Si serviva di vari mezzi, compreso l'inchiostro, utilizzato soprattutto per gli schizzi. Disegnava anche a gesso: nero, rosso e qualche volta bianco.
I ritratti costituiscono una parte sostanziale dell'immensa produzione artistica di Rubens, sono in genere imponenti e formali, ma egli realizzò anche immagini più intime della famiglia e degli amici, nei suoi ritratti il Rubens, trasforma quello che fino allora era stato il ritratto ufficiale dettato dal pesante cerimoniale spagnolo, in tele in cui le figure, secondo il Bellori, sembrassero «eseguite in un corso di pennello ed inspirate in un fiato», diventando dei prototipi ripresi per tutto il Seicento.
Il pittore si dedicò anche a scene di caccia, soprattutto tra il 1615 ed il 1620, comprendendo alcune delle composizione più dinamiche, in cui uomini ed animali sono avviluppati in complessi gruppi compatti, mentre quelli successivi tendono a essere composizioni con figure più rade e disposte in un ordine quasi geometrico. Oltre a scene classiche, Rubens dipinse anche episodi della mitologia classica.
Delle grandi opere realizzate da Rubens a scopo decorativo l'unica rimasta intatta nel luogo originario è il soffitto della Sala dei banchetti del palazzo londinese di Whitehall. Le altre sono state spostaste oppure andate distrutte.
Rubens da giovane dipinse anche paesaggi e il suo primo esemplare rimasto risale al 1615 circa. Da allora continuò a dipingerli solo occasionalmente e fu soltanto dopo l'acquisto del castello di Steen nel 1635 che tale genere assunse maggiore importanza.



Adamo ed Eva  (1599-1600)  È conservato al museo Rubenshuis di Anversa.


Venezia, Mantova, Roma furono le tappe italiane del viaggio di Ruben in Italia che durò 8 anni dove studiò Tiziano, Veronese, Tintoretto, Raffaello, Michelangelo e la produzione di Caravaggio.


Venus and Cupid, Peter Paul Rubens

Venere e Cupido 1606-1611 Museo Thyssen-Bornemisza, Madrid

A questa opera mi ispiro per iniziare la storia che coinvolgerà Lidia e Karl

giovedì 15 dicembre 2011

Karl


Un rabbia simile a impotenza lo agitava, ma ormai quella sensazione era parte di lui.
Da quando aveva iniziato a lavorare a tempo pieno con suo fratello aveva sempre i nervi a fior di pelle, gli mancava la tranquillità del suo studio l’eccitante frenesia di portare a termine un’opera. Sapeva benissimo di essere un artista mediocre ed era fortunato, seguire il famoso fratello gli avrebbe permesso di avere i contatti giusti, e farsi conoscere almeno come critico.


 



Karl si sedette in fondo alla sala, lasciando andare avanti Tanja, tanto come aveva detto lei, la sfuriata sarebbe arrivata solo alla fine, tanto valeva godersi la conferenza.

Gli piaceva ascoltare Matthias, aveva una voce calda e profonda, senza dubbio era quella a incantare le donne, quella oltre ai suo i grandi occhi azzurri e al sorriso disarmante.
Si assomigliavano, era vero, ma Matthias brillava, Karl si limitava a riflettere la luce di suo fratello.