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giovedì 14 febbraio 2013

Regalo di San Valentino

Un grazie di cuore al blog "Romance non solo" e alle sue fantastiche blogger, Arianna e Arimi, che in questo giorno di San Valentino hanno pubblicato una bellissima recensione a "Imperfetta".
La potete leggere qui




Il mio personale regale di San Valentino è proprio il primo capitolo di questo romanzo.

Vi auguro di passare come volete la serata ma soprattutto di innamorarvi e di far innamorare, non solo a San Valentino :))

IMPERFETTA

1.    Un mazzo di chiavi


“Non indovinerai mai con chi ho fum… chiacchierato sul pianerottolo ieri sera!”
Francesca è un fiume in piena, non posso fermarla.
Mi sono appena alzata e mi sto trascinando in cucina, quando lei mi travolge con la sua energia.
Guardo l’orologio appeso in cucina, è l’una, un’ora accettabile per chi come me ha finito di lavorare alle tre e cerca di svegliarsi.
Sorrido alla mia cara amica e cerco di mostrare un po’ di interesse, anche se l’unica cosa capace di eccitarmi è la macchina del caffè.
“Chi hai incontrato?” chiedo, aprendo l’anta della cucina e afferrando con brama il barattolo del caffè.
“Il nuovo vicino, quello del piano di sopra!” esclama trionfante.
“Quello che quando torno a casa mi intrattiene con i rumori della sua eccessiva attività fisica” e le faccio il gesto che di solito fa lei quando sentiamo quel baccano.
“Esatto” scoppia a ridere “Proprio lui!”
Apro la moka, ma devo essere ancora addormentata perché il filtro mi cade a terra.
Francesca lo raccoglie sogghignando.
“Lascia perdere, siediti, sei in coma, faccio io.”
L’assecondo e mi accomodo di fronte alla mia tazza vuota, in attesa.
“Insomma Nicola, si chiama Nicola, è uno schianto, sul serio. Pure simpatico, abbiamo chiacchierato per più di tre quarti d’ora.”
Alzo la testa.
“Così tanto? Non aveva altre attività in corso?”
Ride.
“Perché ridi?”
“Perché mi ha chiesto se si sente il casino che fa.”
Spalanco gli occhi per la sorpresa. Io di certo mi sarei sotterrata a una domanda così diretta, ma immagino che Francesca non abbia battuto ciglio.
“Che gli hai risposto?”
Mi guarda e fa quell’espressione che adoro e si aggiusta gli occhiali sul naso con aria saputa.
“Gli ho detto che è un bambino moooolto cattivo.”
Poi scoppia a ridere e mi unisco a lei, chiedendomi se il vicino sa che è una maestra della scuola d’infanzia.
“Sei terribile!”
“Lui ha riso e ha detto che cercherà di essere meno rumoroso.”
“A parte le sue attività sessuali, che hai scoperto?”
“È alto, moro, elegante pure in tuta, deve fare un qualche lavoro importante, ha l’aria del capo, sai di quelli che sono abituati a comandare. Ha più di trent’anni di certo e secondo me sta scappando o vorrebbe farlo presto.”
Questa frase attira la mia attenzione.
“Deve essere il palazzo allora…”
“Già, attira i fuggitivi!”
“Lo rivedrai?”
“Chi lo sa, lo spero. Oltre a un fondoschiena perfetto è pure simpatico.”
Scuoto la testa e penso alla fissazione di Franci: il sedere degli uomini.
“Ecco il tuo caffè, cerca di svegliarti, oggi hai il colloquio. Dove vai esattamente? Scusa non ricordo più il nome della ditta.”
Soffio sul caffè bollente e lascio che l’aroma mi invada e con esso l’essenza della caffeina.
“Sixalia, la ditta si chiama Sixalia, fanno valvole e altri attrezzi idraulici che portano l’acqua ai quattro angoli del mondo. Sono una multinazionale dell’acqua.”
“Non ci capisco niente, ma se ti hanno selezionata non devono essere stupidi.”
Sorrido. Non sono mai stata impiegata per nessuna ditta che avesse più di dieci dipendenti. Di esperienza come ragioniera ne ho, ma ultimamente ho trovato solo lavori notturni, come cameriera, guardarobiera e altre cosette.
“Volevano un’impiegata che conoscesse il rumeno e io lo so.”
“Certo che lo sai, sei madre lingua, nel vero senso della parola. Poi studi lingue, saresti perfetta, certo, sempre che ti interessino i tubi per l’acqua”
“Valvole.” Preciso con puntiglio.
“Valvole, tubi: che differenza fa?”
“Sarebbe bello avere uno stipendio a quattro cifre e non dover uscire tutte le sere.”
“Su questo hai ragione, ma perché il colloquio di sabato pomeriggio?”
“Non lo so, sono una multinazionale, magari in America si usa così. Oppure hanno fretta di assumere qualcuno, non lo so.”
Finisco il mio caffè e vado in camera a prepararmi. Un colloquio di lavoro richiede l’abbigliamento giusto. Per fortuna ho una certa esperienza, quello di oggi è il quinto in due mesi.
Gli altri non sono andati bene ma questo deve andare, sul serio. Non posso continuare a pesare sulle spalle di Francesca, quei pochi soldi che prendo ora mi bastano appena per pagare la seconda rata dell’università.
Prendo dall’armadio il mio tailleur blu, quello leggero, ormai è diventato caldo e la giacca forse è eccessiva ma preferisco andare sul sicuro.
I capelli sono a posto, come al solito, dritti e privi di vita, nel loro colore castano chiaro così poco appariscente tutt’altra cosa da quelli di Francesca neri, ricci e ribelli.
Me li spazzolo lo stesso e mi trucco un po’. Non sono una bellezza nel senso stretto del termine, sono carina come molte. Anche se fossi molto bella non credo che baserei sul mio aspetto fisico il successo del colloquio: troppo rischioso. Meglio essere carina, rassicurante e preparata. Quest’ultimo punto non mi preoccupa, so il rumeno da sempre, forse da prima di avere imparato l’italiano. Mi guardo ancora una volta e mi passo le mani sui fianchi.
Quando tornerò magra?
Quando la smetterai di mangiare come se fossi reduce da quaranta giorni di digiuno!
La mia coscienza o chi per essa ha ragione, mi sono gettata sul cibo come fosse la salvezza dopo che Marco…
Stop! Ora non è il momento di pensare a lui.
Fisso la donna giovane nello specchio e sono convinta che questa volta ce la farò.
“Dimmi in bocca al lupo” dico uscendo.
“In culo alla balena!”
Urla Francesca dalla porta di casa mentre scendo le scale.
Che matta!
Ma spero con tutto il cuore che la sua scaramanzia colorita sia efficace.

Il colloquio è andato bene, il migliore mai fatto finora.
La signora con cui ho parlato, perché le due ragazze sedute ai suoi fianchi erano solo comparse, era lei l’osso duro, mi ha intervistata in inglese e in francese. Era contenta, poi la ragazza mora di Timişoara mi ha fatto qualche domanda e abbiamo scoperto di avere molti gusti in comune.
“Per una ragazza giovane può essere una bella esperienza lavorare con noi, spero che lo capisca”
“Certo la vostra azienda è leader e fa parte di un gruppo molto importante.”
“Bene, la motivazione c’è, la ringrazio signorina Erica Cortese, sarà mia cura farle sapere l’esito del colloquio.”
Questo me l’ha detto sabato, oggi siamo martedì e non si sono ancora fatti vivi.
“Vedrai che ti chiameranno, non fare quel broncio.”
Mi consola Francesca mi ha beccata a guardare con brama il telefono con il disperato bisogno che suoni.
“Parli bene tu! Tanto ti vedi tutte le sere con il casanova del piano di sopra”
“Non è che esco con lui, ci troviamo sul pianerottolo e poi parliamo. È un uomo molto interessante, ti piacerebbe.”
“Visti i miei orari, o mi chiamano per un nuovo lavoro, o non lo vedrò mai.”
“Beh, l’hai visto domenica.”
“Sì, mentre saliva le scale di corsa e di ritorno dal jogging!”
Il ricordo però non è affatto spiacevole, non l’ho visto bene in viso ma a sufficienza per capire l’entusiasmo della mia amica.
“Hai visto che fondo schiena?”
Rido.
Francesca ha ragione, ha proprio un bel culo.
“È vero, ma l’ho appena intravisto …”
“Avremo occasioni, pensavo di invitarlo a pranzo domenica prossima, così lo conosci anche tu!”
Non ho il tempo di rispondere perché il telefono squilla.
Con un’agilità che non mi ricordavo, lo afferro e guardo il display
“Sono loro?” chiede Franci.
“Sì, che faccio?”
“Come che fai? Rispondi stupida, subito!”
Eseguo l’ordine e mi allontano, in camera mia, se mi dicono di no, voglio un posto morbido dove cadere.
“Pronto”
“Signorina Cortese? Sono Miranda Morelli di Sixalia, ci siamo viste sabato per il colloquio.”
“Salve, certo ricordo benissimo”
“Signorina, le volevo comunicare che sarebbe la candidata su cui è ricaduta la nostra scelta, sempre che sia ancora intenzionata a voler lavorare per Sixalia.”
Sì evvai!
“Certo che sono intenzionata a lavorare con voi, sono molto felice che mi abbiate scelta.”
“Ne sono certa. Se potesse venire già domani mattina le sarei grata. Crede di poter esser qui alle nove?”
A costo di venire in ginocchio ci sarò!
“Senza alcun dubbio, signora Morelli, ci sarò.”
“Ci vediamo domani allora, buon giorno.”
“Arrivederci.”
Riaggancio il telefono e guardo il display.
Non può essere vero!
Mi hanno presa! Ho un nuovo lavoro!
So che non è elegante, né da signora, ma inizio a saltare per la stanza e a ballare come una pazza.
“Che succede Erica?”
La testa piena di ricci di Francesca fa capolino oltre la porta della mia camera e le vado incontro, le prendo per le mani e iniziamo a saltare come pazze mentre lei ride con me.
“Mi hanno presa, mi hanno presa” le dico e allora lei lancia un grido più forte del mio.
“Grande!”
Ci fermiamo e le racconto subito della telefonata della signorina Morelli, la signora che mi ha fatto il colloquio. Così ho superato la selezione e andrò a lavorare per la loro azienda.
“Ti avevo detto che ero piaciuta alla signorina Morelli!”
“Non era quella che hai definito vecchia frigida?”
“Sì, ma le ho risposto con rispetto e a tono. In fondo, dove la trovavano una brava come me?” e mi atteggio.
“Soprattutto modesta” e ride dandomi una pacca sul sedere.
“Ma che andrai a fare? Quale sarà esattamente il tuo lavoro”
“Cercavano una impiegata che tenesse i contatti con i fornitori romeni e lavorasse con la logistica.”
“Pensi di farcela? Cioè, sono contentissima, ma sarà impegnativo, lavorare, studiare…”
Mi metto le mani sui fianchi e la guardo perplessa.
“Ce la farò, devo, mi servono i soldi se voglio pagarti l’affitto, no, non interrompermi, lo so che tu stai pagando senza rinfacciarmi nulla. Da quando mi hanno licenziato dalle assicurazioni Generali sono due mesi che vivo alle tue spalle, non possiamo andare avanti così. Domani vado al lavoro e scoprirò subito se ce la faccio anche a studiare.”
“Se non ti piace, se ti trattano male, mi raccomando vieni via, sai che quella ditta non ha una bellissima fama, specie adesso che sono stati rilevati dalla quell’azienda multinazionale e hanno mandato qui l’amministratore delegato dei loro dagli Stati Uniti.”
“Di che parli?”
“C’era la settimana scorsa sul giornale, un pezzo che parlava di questa ditta, dai l’abbiamo letto assieme”
“Quale? Quello sul laureato negli States, il ragazzo prodigio che torna a casa a dirigere l’azienda più grande dei dintorni?”
“Proprio quello, scrivevano che era famoso per fare fruttare al massimo le persone.”
“Che c’è di male? Se è bravo l’azienda andrà meglio e io avrò un lavoro. Non preoccuparti, questa sera festeggiamo, ok?”
“Pizza?”
Le faccio un cenno con la testa e lei schizza fuori dalla stanza dicendo:
“Vado a cambiarmi, cambiati anche tu, obbligatorio!”
Mi guardo i pantaloncini lisi che indosso sotto la canottiera rossa.
Non dovrei mettermi questi vestiti, ma in casa lo faccio, Francesca non dice nulla, è mia amica ed è abituata a vedere le mie forme abbondanti per casa.
Non sono quella che si dice un figurino, la mia quarantasei abbondante corredata da una quarta di reggiseno fanno di me una morbidona, come dice Franci. Per fortuna sono alta, così non sembro una trottola! Dovrei dimagrire, lo so. Ero magra fino a due anni fa, poi chissà come un po’ alla volta sono ingrassata.
Chissà come? Lo sai benissimo.
Ho smesso di nuotare, Marco mi ha lasciata e ho iniziato a mangiare troppo.
Chiaro e cristallino. Dovrei riprendere a nuotare e mangiare meno.
Mi metto il vestito a fiori rossi su sfondo nero, ha una bella scollatura e mi snellisce la vita, raccolgo i capelli biondi e lisci in una coda di cavallo e vado a chiamare Francesca.
“Sono pronta, dai Franci, non devi sedurre nessuno”
Esco dalla camera e attraverso il corridoio per entrare nella sua ma non la trovo, allora busso alla porta del bagno.
“Andiamo?”
Busso ancora ed entro.
Mi si ferma il cuore.
Francesca è per terra immobile con gli occhi aperti, sbarrati.
“Franci, oddio!” mi metto in ginocchio vicino a lei e sento che respira affannosamente, con fatica.
Torno di corsa in camera a prendere il cellulare e chiamo il 118.
“Vi prego, venite subito la mia amica è caduta in bagno, respira a fatica.”
“Stia calma signorina, mi dica subito l’indirizzo.”
“Via dei Laghi 5, interno 3, sul campanello c’è il nome Ligori Francesca.”
“Via dei Laghi 5, interno 3” dice la voce dall’altra parte a qualche altra persona. “L’ambulanza sta arrivando, ora mi ascolti mi descriva lo stato della sua amica.”
“È distesa a terra con gli occhi sbarrati, respira a fatica.”
“Si accerti che la lingua non la soffochi, se riesce le apra la bocca, poi la metta di fianco, i soccorsi stanno arrivando.”
Per un tempo infinito rimango al telefono con il cortese signore del pronto soccorso, poi suonano il campanello e schizzo come un fulmine ad aprire ai soccorsi.
Francesca viene subito prelevata e caricata nella barella dai due infermieri che con grande professionalità l’assistono portandola giù per le scale verso l’ambulanza.
Non so che fare, ma devo seguirla. Scendo le scale con loro, incrociamo qualcuno, non lo guardo, mi chiede qualcosa e io mi giro.
È il nuovo vicino, quell’uomo di cui Francesca era entusiasta e che aveva conosciuto meglio di me e che le piaceva pure parecchio.
Mi prende per un braccio e vorrei dirgli di lasciarmi, ma quando lo guardo vedo che è pallido e preoccupato. Francesca è talmente fantastica che sono bastati pochi incontri perché anche lui le si affezioni, lo capisco dal dolore che vedo infondo ai suoi occhi scuri.
Sono verdi o castani?
Sono così persa dentro il suo sguardo che capisco appena la sua domanda.
Vuole sapere che le è successo, scema!
“Non lo so, si è sentita male, mi lasci, devo andare in ospedale con lei” sono fuori di me e la mia voce è stridula.
“Certo, ma chiuda la porta di casa” mi dice lui con calma.
Mi giro e ha ragione.
Sono uscita di corsa e ho lasciato la porta spalancata, non ho preso né la borsa né le chiavi.
Gli infermieri scendono veloci, non posso rischiare che vadano via senza di me, non posso lasciare Francesca.
“Sia gentile, prenda le chiavi con il portachiavi a forma di riccio, è sopra la mensola, vicino al radiatore e poi chiuda la porta, dopo passo da lei a prenderle. Non posso tornare indietro, devo andare con lei, non può restare sola.”
La mia voce è incrinata, sto per mettermi a piangere.
I suoi occhi diventano prima grandi e scuri e poi fa un cenno della testa.
Sei impazzita?!
Hai appena detto a un estraneo di prendersi le chiavi di casa!
Francesca viene prima di tutto!
Mi precipito giù per le scale ed entro nell’ambulanza appena prima che chiudano le porte.

venerdì 18 gennaio 2013

Riflessione del venerdì sera


Nuova recensione per Imperfetta:
"Aspettavo un altro romanzo della Cudil, dopo "la Sindrome di Rubens" e "Rouge Club" per me superlativi.
Avrei preferito un po' di "pepe" in più ma il suo modo di scrive unico, preciso e coinvolgente ha la meglio anche con una trama semplice e abbastanza scontata.
Confermo, anche per questo romanzo, le 5 stelle e mi sento di consigliare, a chi non conosce ancora la Cudil, tutti i suoi libri."
Ringrazio Dondaine per il suo commento e molto di più per il suo genuino invito a leggere i miei libri.
Che mi porta a fare delle riflessioni. 
Al di là della gratificazione del mio smisurato ego ora mi si pone seriamente il dubbio se proseguire sul rosa o tornare sul rosso più acceso. 
Proprio oggi un amico mi ha scritto: "È lo stile quello che piace più ancora delle storie. Il modo di raccontarle e di risvegliare... no non tanto di risvegliare qualcosa ma di riuscire a porre in secondo piano quella parte razionale di chi legge e far uscire la parte delle emozioni, dell'istinto e dei sensi."
Ha ragione, ha torto? E' un amico, è di parte, senza dubbio. Eppure quello che mi piace mentre scrivo è proprio lasciare che i personaggi parlino e mostrino il loro sentire.
Il prossimo romanzo sarà diverso da tutti gli altri, perché la storia l'ho già, (no, non vi dico quanto peperoncino metterò dentro, sì, sono cattiva ^^) il protagonista ha già un volto.
Il malcapitato che darà il viso, fisico e anche la personalità a Mauro (non affezionatevi al nome perché in corso di stesura magari lo cambio ;) come al solito) è un uomo che non conosco e che da un mese a questa parte osservo con sempre più insistente interesse. 
Penserà che ho preso una bella sbandata per lui, o peggio, che sono pazza!
Ma che volete, è molto più semplice che sbirciare, senza farsi accorgere :)
Mi hanno detto di fargli una foto, ma non saprei descrivere come muove le mani, le spalle e come si acciglia mentre parla, insomma devo proprio osservarlo attentamente per descriverlo bene.
L'ho imparato da un amico pittore, lui fissa tutti con gran maleducazione(parole sue), salvo essere un tale bel ragazzo che è un piacere essere oggetti di sua attenta osservazione :))
Alla fine di questo post sconclusionato (è venerdì  e sono stanchissima, compatitemi ^^)
vorrei ringraziare i miei lettori e le mie lettrici, e tutte le persone reali, alcune senza saperlo, che sono entrate nei miei romanzi.



venerdì 4 gennaio 2013

Copertine

In questi giorni ho pensato a lungo alla copertina de La sindrome di Rubens.
Mi piace molto, è una foto a cui sono molto legata ma si discosta dall'immagine coordinata che vorrei dare dei miei libri.
Imperfetta e Rouge Club si vede subito sono copertine sorelle.
Entrambe le foto sono dono de Il marchese de Sade e a lui devo tanta gratitudine, come ne devo al caro amico che ha modificato l'immagine del Rouge e ha inserito le scritte rosse.
Imperfetta invece è tutta mia, si vede che sto imparando ;)
Quindi perché non cambiare anche La sindrome di Rubens?
E' il primo romanzo firmato da A.I. Cudil e ci sono molto legata, senza contare che, a quasi un anno dalla pubblicazione, è ancora in classifica sempre tra i primi venti titoli del settore erotico. Una bella conquista! Certo, i numeri sono inferiori a quelli di Rouge Club, ma non posso proprio lamentarmi.
Il 10 gennaio compirà un anno, potrei regalare a questo romanzo un vestito nuovo, una nuova grafica e la correzione di alcuni refusi che mi sono sfuggiti, insomma una vera nuova edizione.
Ci penso seriamente, molte cose bollono in pentola vedremo presto quello che si potrà fare.

mercoledì 19 dicembre 2012

Libri da regalare

Visto che manca poco a Natale anche io vorrei darvi qualche consiglio di lettura.



Ho letto un libro spassossimo che si intitola "A neve ferma".
Lo consiglio vivamente perché è proprio scritto bene e la trama originale.
La storia si svolge in una pasticceria di Torino e se siete golosi dovete procurarvi dei dolcetti per poterlo leggere senza languorini.
Stefania Bertola tratteggia personaggi realistici e nello stesso tempo sopra le righe.
Chi ha lavorato in ambienti culinari sa che in quei luoghi il normale non esiste e che tutto è accentuato.
Forse è questo che mi è piaciuto di più, la sensazione di rivivere dei momenti passati.
Poi ci sono le storie d'amore e quelle sono la ciliegina sulla torta e in questo caso è proprio così!

A neve ferma (Femminili)

















Emma Trisciuoglio, aiutante pasticciera laureata in Stele di Rosetta, perde l'amore tre giorni dopo averlo trovato. La signora Elena, invece, l'amore lo insegue invano da trent'anni, e comincia ad avere un po' di fiatone. Per fortuna c'è Camelia, che si innamora senza difficoltà di chiunque incroci la sua strada. Il problema di Camelia, casomai, è il quaderno di ricette che le ha lasciato in eredità suo nonno, scritto in un codice misterioso. Peccato, perché forse, se riuscisse a decifrarlo, potrebbe vincere il concorso ‘Una stella Per Natale’. Lei, però, preferirebbe non partecipare neanche. Emma, invece, parteciperebbe volentieri, anche se Andrea non la ama più. Bianca è l'unica a cui il concorso non interessa, è troppo impegnata nella sua battaglia contro un giovane dottore ripetutamente ladro. Aggiungete un'attrice francese, un apprendista coi piercing e gli imponderabili effetti di un film dei fratelli Wachowski, e preparatevi a qualche ora di intenso divertimento, tra amori al cioccolato e sfide all’ultimo, dolcissimo assaggio.




Se dovete regalare un libro a ragazzi dai 12 ai 14 anni vi consiglio il nuovo libro della bravissima M.P. Black "I viaggiatori del tempo". Un libro che ci riporta indietro nel Medioevo e ci presenta una storia d'amore che travalica i secoli, bellissimo!




Sara e Luca sono gemelli e frequentano la prima media. Le loro giornate scorrono tranquille nella cittadina di Conegliano, nei pressi di Treviso. Dopo una gita scolastica al castello medioevale, la loro vita verrà stravolta. Luca, guidato dalla voce di una ragazza, trova, tra le mura del maniero, una vecchia pergamena che lo invita a non ritornare indietro nel tempo. Luca è sconvolto e comincia anche a fare strani e inquietanti incubi. L’incontro con il vecchio e saggio bibliotecario Achille Strufaldi lo aiuterà a ricordare. Lui ha già viaggiato nel tempo, proprio insieme al bibliotecario, utilizzando la famosa pietra filosofale. E sarà costretto a compiere un altro salto per salvare la vita della sua bella Aurora, una strega guaritrice che lui ha conosciuto nel primo viaggio e che è tenuta prigioniera nel castello di Conegliano dal Signorotto Vincenzo Trestan. Sara lo accompagnerà in questa nuova avventura e, con l’aiuto dell’affascinante e coraggioso Glauco e del lupo mannaro Argento, il gruppo intraprenderà una missione pericolosa per liberare la dolce Aurora. I gemelli comprenderanno che nel Medioevo i pericoli sono sempre all’agguato, rappresentati, soprattutto, dai terribili fratelli Doloron e dalle crudeli e leggendarie fate anguane. Riusciranno Luca e Sara a liberare Aurora e a sfuggire alla vendetta del perfido Trestan? Nel nuovo romanzo di M.P. Black la fantasia si sposa con l’avventura, in una sequenza di emozioni che lasceranno il lettore senza fiato.

Il blog dell'autrice: http://blog.libero.it/MPBLACK/


Per i bambini piccoli invece una raccolta di fiabe veneziane: Fiabe per leoni veneziani.
Dieci storie classiche riscritte in chiave veneziana da altrettanti autori con il comune denominatore di voler far riaddormetare i leoni di Venezia che si sono svegliati. Una storia nella storia narrata anche attraverso bellissime immagini. 
Il ricavato sarà in parte devoluto all'associazione UILDM, per la lotta contro la distrofia muscolare, sezione di Mestre. 




A Venezia è scoppiato il finimondo. Le statue dei leoni che costellano la città hanno improvvisamente preso vita, svegliandosi dal loro sonno di pietra. Ora corrono per campi e calli facendo scherzi e dispetti a chiunque. Rubano i dolcetti ai pasticceri, spingono in acqua i poveri turisti e ruggiscono in faccia ai vecchietti.
Tutti sono spaventatissimi e ai bambini viene persino proibito di giocare all’aperto! Restare tutto il giorno al chiuso, tuttavia, è fuori discussione. Fortunatamente, il piccolo Marco e i suoi amici hanno un piano: raccontare ai leoni delle fiabe della buonanotte.
Le statue, però, esigono solo storie di Venezia! Con un po’ di fantasia, ecco allora che la Bella si addormenta in gondola, Biancaneve diventa candida come una spumiglia e la Regina delle Nevi ghiaccia il Canal Grande.
Riusciranno i nostri eroi ad addormentare i grossi gattoni capricciosi?
Un’avventura è nell’aria…
Dieci riletture di fiabe famose.
Una raccolta per ritornare a sognare destinata a grandi e piccini.
Il progetto sostiene l’associazione U.I.L.D.M., sezione di Mestre.
Il sito del progetto: http://www.fiabeperleoniveneziani.com/ 

E per finire come posso non consigliarvi i miei libri?
Dettagli prodotto Dettagli prodottoDettagli prodotto
Qui potete vederli tutti assieme.
Buon shopping natalizio!




lunedì 26 novembre 2012

Una recensione stupenda a Imperfetta

Questo commento merita di essere letto:

"Ciao, mi permetto di darti del tu, perchè ho letto tutti e tre i tuoi libri nell'arco di 14 giorni. Mi sembra quasi di conoscerti ... non riuscirei a scriverti con il distacco del 'lei'. Mi sei piaciuta tanto. Scrivi bene e mi hai avvolto e accompagnato tutte le sere ultimamente. Hai uno stile scorrevole, semplice, avvincente e sensuale. Non cadi mai del ri

dicolo, nello scontato, nel volgare, anche quando descrivi le scene d'amore più infuocate. Avevo bisogno della tua leggerezza, delle tue storie, dei tuoi personaggi ed ora provo una strana sensazione di malinconica nostalgia sapendo che stasera non avrò nulla di tuo da leggere. Spero che non ti fermerai e che continuerai a scrivere. Io ci sarò. Grazie ..."

Non so chi sia Michelle, ha lasciato queste parole in Amazon ma mi sento di dirle grazie con il cuore e tranquillizzarla. 
Scriverò ancora, ci proverò, magari non entrò breve, ma tornerò l'anno prossimo con una nuova storia. Come potrei non farlo dopo aver letto le sue parole?

domenica 25 novembre 2012

La nuova copertina di Imperfetta

Ho cambiato copertina a Imperfetta


Spero vi piaccia.
Credo che farò delle foto in bianco e nere con le scritte rosse la mia immagine coordinata.
Un marchio che riconosca le mie copertine.
Grazie a chi per primo ha pensato a questo connubio :))
Con l'anno nuovo vorrei proporre una nuova edizione de La sindrome di Rubens e realizzare anche per questo romanzo una nuova copertina. Vedremo...



mercoledì 7 novembre 2012

Primi commenti a Imperfetta

Oggi ho letto le prime impressioni al nuovo romanzo.
Non sapete quanto sia felice!
Ero piena di timori per "Imperfetta", non perché non lo ritenessi all'altezza degli altri romanzi, anzi per molti versi forse è il migliore dei tre, ma aveva una storia più semplice, una "normalità" di ambientazione che poteva spiazzare dopo La sindrome di Rubens e il Rouge Club.
Invece ecco che ne pensano due fedeli lettrici che hanno commentato su Amazon:


5.0 su 5 stelle Piacevolmente sorpresa! 7 novembre 2012
Di Ale_83
Dopo i due precedenti ero in attesa di leggere ancora qualcosa della Cudil, il suo modo di scrivere è unico, diretto e potente. Riesce a farti entrare nella testa e nel cuore del personaggio come forse in pochi altri scrittori riescono a fare.Continuerò a seguirla fatelo anche voi non vi deluderà. Consigliatissimo come i precedenti!
e
5.0 su 5 stelle Adoro! 7 novembre 2012
Di Misia
Dopo "la sindrome di rubens" e rouge club" , non potevo perdermi questo nuovo libro ! Adoro il modo semplice ma allo stesso tempo preciso che ha la scrittrice nel descrivere le vicende e i personaggi. Ha il potere di farti immedesimare nel protagonista, di farti vivere la vicenda, e di procurarti quelle sensazioni che non sempre e' semplice rivivere. Bello, bello!!!


Grazie di cuore a Misia e Ale!
Grazie per avere condiviso su Amazon le loro impressioni, un commento, positivo o negativo che sia, è sempre gradito e sapere cosa pensano i lettori delle mie storie mi fa un enorme piacere!

sabato 3 novembre 2012

Di che cosa parla Imperfetta?



In attesa della pubblicazione di Imperfetta, probabilmente domani, vi parlo un po' della trama. 



"Imperfetta è la vita di Nicola, stretto tra una donna che lo soffoca e un lavoro che non ama più.
Imperfetta è Erica che vorrebbe scappare dai suoi ricordi e tornare magra ma non ci riesce perché il passato pesa troppo.
Imperfetta è la storia di un amore e di come le cose nella vita a volte accadano per un motivo.

Questa è una storia romantica senza la passione pericolosa e devastante del "Rouge Club" o il fuoco dell’arte de "La sindrome di Rubens". Il romanzo è un tuffo nel sentimento e nelle sensazioni d'amore, senza trascurare la parte passionale, ma lasciandola a sfondo della storia, senza farne la protagonista assoluta."


Spero di esserci riuscita e di farvi trascorrere del tempo piacevole con il mio nuovo romanzo.

giovedì 1 novembre 2012

Imperfetta, la cover

Sono quasi in dirittura d'arrivo con il mio nuovo romanzo!

Sarà molto diverso dai due precedenti, una storia d'amore romantica, rosa intenso. Dunque meno rosso, meno sesso esplicito e più sentimento. Chissà se vincerò la scommessa con me stessa?

L'ho pensata questa estate e l'ho scritta in settembre. Come al solito ci impiego molto nella correzione e questo mi ha impedito di portare a termine un lavoro a cui tenevo...
Quindi ho deciso che terminerò entro pochi giorni la revisione di Imperfetta (sì, alla fine lo intitolerò così ^^) e poi mi dedicherò seriamente a qualcosa a cui tengo moltissimo.

Oggi però vi presento la copertina, già al primo sguardo volevo che si capisse che era differente dai due precedenti... Che mi dite, ci sono riuscita?


martedì 2 ottobre 2012

Be the one

Durante la stesura di "Imperfetta" (in effetti non ho ancora deciso il titolo, ma "Imperfetta" ha buone possibilità^^) ho scoperto Moby.
Un po' mi vergogno, è così noto che sembrerò ridicola, ma prima lo ascoltavo senza prestarci attenzione. Il mese scorso invece il colpo di fulmine, alcuni brani parevano proprio perfetti per l'azione che stavo descrivendo.
Vi lascio "Be The One" perché ha un video molto suggestivo...


giovedì 27 settembre 2012

Belle notizie

Torno prima del previsto perché oggi sono successe tre cose molto belle che devo proprio condividere con voi.

La prima è la bella recensione di Cristina Contilli a Rouge Club che potete leggere qui, qui e qui
(Mi pare di essere una hostess^^) oltre che nello splendido blog dedicato al rosa Libreriarosaitaliana
Grazie infinite a Cristina che è sempre molto attenta nel cogliere i dettagli nei miei romanzi. E' bravissima anche come lettrice non solo come scrittrice!

La seconda è che la prima lettrice del mio nuovo romanzo ha dato un responso abbastanza positivo, devo apportare qualche modifica ma il passaggio al rosa più zuccherino e meno speziato pare essere riuscito senza troppo danno, penso che per ottobre potrebbe vedere la luce.


La terza è un'idea favolosa che mi è venuta oggi pomeriggio, partita da discorsi sconclusionati fatti con due ragazze e due ragazzi. Come ebbi a dire per la sindrome di Rubens bisogna stare attenti a lanciarmi le sfide perché di solito le raccolgo e spesso le vinco. Ho steso una sinossi davvero intrigante... 

Esiste qualcosa di più bello dell'energia che ci invade quando un'idea, un progetto, un'ispirazione prende forma dentro di noi? Credo proprio di no.